App per persone che soffrono di depressione, medici e cargiver

È disponibile, per dispositivi Android e Ios, Giada, una App messa a punto per fornire alle persone con depressione, ai medici, ai familiari e ai cargiver informazioni mirate e strumenti di ausilio al monitoraggio e alla motivazione nel percorso terapeutico.

depressione

Il nome Giada è semplice e immediato da ricordare: è un nome di donna, di una persona che vuole essere accanto ai protagonisti del percorso di cura. È anche il nome del colore riconosciuto a livello mondiale dalla World Federation for Mental Health (WFMH) per identificare i disturbi mentali.

Modulo Aderenza alla terapia per la depressione

La struttura dell’App comprende un modulo Aderenza che ricorda quando assumere i trattamenti, permette di monitorare l’aderenza al trattamento e manda news informative che spiegano l’importanza di seguire correttamente il trattamento prescritto dal medico.

Spesso le persone che seguono un trattamento psicofarmacologico lo interrompono spontaneamente e in autonomia non tanto per gli effetti collaterali, ma perché si sentono meglio.

“Uno dei nostri primi compiti è ricordare che la depressione è una patologia del sistema nervoso e come tale deve essere curata, con un approccio scientifico rigoroso. Abbandonare la terapia quando inizia a dare i suoi frutti è purtroppo un comportamento diffuso ma decisamente scorretto. Una persona con patologie cardiologiche non interromperebbe di sua iniziativa una terapia efficace, probabilmente perché si tratta di patologie che non vivono lo stigma e che non hanno lo stesso livello di disinformazione delle patologie mentali” – afferma Maria Signorelli, ricercatrice di Psichiatria dell’Università di Catania e Coordinatrice SIP giovani. – Noi medici, grazie a Giada, consultiamo i report di aderenza al trattamento dei nostri pazienti e possiamo impostare il nostro colloquio medico-paziente in maniera più efficace. Anche il familiare può visionare giornalmente, settimanalmente e mensilmente alcune informazioni sullo stato di salute della persona che assiste e consultare informazioni utili riferite all’importanza dell’aderenza al trattamento e al dialogo su questo tema con il proprio caro”.

Modulo diario

Grazie a Giada, inoltre, il paziente può descrivere, attraverso il Mood Diary, il suo umore, sia attraverso una valutazione personale, sia attraverso un questionario di auto-valutazione (PHQ-9), somministrato periodicamente, che viene condiviso con il medico durante la visita di follow up. Questo modulo permette di monitorare le evoluzioni nel tempo.

Modulo traguardi

“Tra le strategie concettuali alla base dello sviluppo di Giada si annovera anche il ‘Goal setting’ che, in linea con il percorso terapeutico che si instaura con il proprio clinico, permette di identificare degli obiettivi nella sfera familiare, lavorativa e sociale e di monitorarne con regolarità il raggiungimento – conclude Umberto Volpe, professore associato di Psichiatria all’Università Politecnica delle Marche. – Questa funzionalità di Giada forse è tra gli aspetti più innovativi e utili al contempo perché risponde alle esigenze di recupero funzionale atteso dalle persone che soffrono di depressione e favorisce la collaborazione tra medico e paziente. Poter stabilire, in un’ottica condivisa con il proprio clinico, gli obiettivi terapeutici è fondamentale per la buona riuscita globale del percorso di cura”.

Chi ha realizzato la App

La App è stata realizzata da Edra con il supporto non condizionato di Lundbeck Italia e studiata con un gruppo di esperti clinici composto da:

  • Giuseppe Carrà, professore associato di Psichiatria, Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università Milano Bicocca,
  • Maria Signorelli, ricercatrice di Psichiatria dell’Università di Catania e Coordinatrice SIP giovani,
  • Umberto Volpe, professore associato di Psichiatria all’Università Politecnica delle Marche.

Giada ha ottenuto il patrocinio di:

  • Associazione Italiana per i Disturbi Depressivi (AIDDEP),
  • Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere,
  • Fondazione Istud,
  • Società Italiana di Neuropsicofarmacologia (SINPF),
  • Società Italiana di Psichiatria (SIP) e SIP giovani,
  • Società Italiana di Psichiatria Sociale (SIPS),
  • Società Italiana di Psicopatologia (SOPSI).